Arbitraggio: i conti tornano. Ma…

Tra arbitraggio finanziario e arbitraggio sulle scommesse sportive

Ci siamo finalmente! Dopo secoli trascorsi a lavorare, risparmiare, investire e qualche volta persino a perdere soldi, qualcuno sembra avere trovato la soluzione definitiva: guadagnare senza rischiare. E, naturalmente, ha deciso di raccontarcela attraverso una pubblicità su Facebook.

Da giorni il nostro profilo è tempestato da annunci che magnificano le virtù dell’arbitraggio finanziario: sistemi automatici, differenze di prezzo da sfruttare, guadagni apparentemente semplici e rischi ridotti praticamente a zero. Una cuccagna, insomma.

Ma siccome siamo su CalcioItaliaStory e senza sport proprio non sappiamo stare, ecco arrivare persino la versione pallonara della gallina dalle uova d’oro: l’arbitraggio sportivo. Qui entrano in scena bookmaker, quote differenti e sistemi che promettono di guadagnare senza nemmeno avere bisogno di indovinare chi vincerà la partita.

Fantastico. Abbiamo quindi trovato il modo di battere contemporaneamente mercati finanziari e bookmaker?

Prima di prenotare una spiaggia ai Caraibi per trascorrervi il resto della vita, forse conviene capire meglio di cosa stiamo parlando. Senza formule incomprensibili, senza parlare come un trader di Wall Street e, soprattutto, senza promettere a nessuno di diventare ricco mentre dorme.

Prima di tutto: l’arbitraggio finanziario esiste davvero

Partiamo sgombrando il campo da un equivoco. L’arbitraggio finanziario e quello sportivo non sono truffe. Si tratta di una tecnica reale, conosciuta e utilizzata sui mercati.

Per capirla non servono formule matematiche. Immaginiamo che nello stesso momento il medesimo oggetto venga venduto in un negozio a 100 euro e che, dall’altra parte della strada, qualcuno sia disposto a comprarlo a 101. Se potessimo acquistarlo nel primo negozio e rivenderlo immediatamente nel secondo, avremmo guadagnato un euro praticamente senza esserci esposti alle normali oscillazioni del suo valore.

Trasferiamo il principio sui mercati finanziari. Uno stesso titolo, una valuta, una criptovaluta o strumenti strettamente collegati possono presentare, per un brevissimo periodo, prezzi leggermente differenti su mercati diversi. L’arbitraggista cerca di acquistare dove costa meno e vendere contemporaneamente dove costa di più, incassando la differenza.

Il principio è semplicissimo. Metterlo in pratica, invece, lo è molto meno.

Il problema è proprio quell’euro

Torniamo ai nostri due negozi. La situazione sarebbe fantastica se potessimo passeggiare tranquillamente dall’uno all’altro continuando a comprare a 100 e vendere a 101.

Ma immaginiamo che altre cento persone scoprano la stessa opportunità. Tutti cominciano a comprare nel primo negozio e a vendere nel secondo. Nel giro di pochissimo il primo commerciante aumenta il prezzo e il secondo lo abbassa. Quel margine di un euro si restringe fino a sparire.

È esattamente uno dei problemi dell’arbitraggio sui mercati finanziari: quando compare un’anomalia di prezzo, gli operatori cercano immediatamente di sfruttarla e, proprio facendo questo, contribuiscono a eliminarla.

Non parliamo necessariamente di minuti. Sui moderni mercati elettronici possono entrare in gioco computer, algoritmi e sistemi automatizzati capaci di confrontare prezzi ed eseguire operazioni a velocità impossibili per una persona che osserva uno schermo e clicca con il mouse.

Ecco perché l’immagine del piccolo risparmiatore seduto sul divano che individua tranquillamente un prezzo più basso, compra, passa su un’altra piattaforma, vende più caro e intasca il guadagno rischia di appartenere più alla pubblicità che alla realtà.

Facciamo un esempio ancora più semplice

Supponiamo di trovare un bene finanziario quotato a 1.000 euro sulla piattaforma A e a 1.005 sulla piattaforma B.

Sulla carta abbiamo cinque euro di guadagno. Ma dobbiamo riuscire ad acquistare realmente a 1.000 e contemporaneamente a vendere a 1.005.

Nel frattempo potrebbero accadere parecchie cose: il prezzo potrebbe cambiare prima che completiamo entrambe le operazioni; potrebbero esserci commissioni di acquisto e vendita; potrebbero esserci costi per trasferire denaro o strumenti da una piattaforma all’altra; il prezzo visualizzato potrebbe essere disponibile solamente per una quantità limitata.

Quei cinque euro, insomma, potrebbero diventare tre, poi uno e infine trasformarsi addirittura in una perdita.

Ed ecco la prima grande differenza tra la teoria e la pubblicità: un’opportunità di arbitraggio non equivale automaticamente a un guadagno.

Anche lo sport ha trovato la sua cuccagna: l’arbitraggio sportivo

A questo punto possiamo tornare alla nostra materia preferita. Perché lo stesso principio, con le dovute differenze, può essere applicato anche alle scommesse sportive. In questo caso non abbiamo due mercati che attribuiscono prezzi differenti allo stesso bene, ma bookmaker che attribuiscono quote differenti allo stesso evento.

Facciamo anche qui un esempio volutamente elementare. Immaginiamo una partita nella quale, per semplicità, esistano soltanto due risultati possibili. Il bookmaker A offre una quota particolarmente conveniente sulla vittoria della squadra Alfa, mentre il bookmaker B offre una quota particolarmente conveniente sulla squadra Beta. In determinate combinazioni di quote, distribuendo opportunamente il denaro sui due risultati, può essere matematicamente possibile ottenere un ritorno superiore alla somma complessivamente puntata qualunque delle due squadre vinca.

Ed ecco l’arbitraggio sportivo: non stiamo cercando di prevedere il risultato della partita. Stiamo cercando una discrepanza tra le valutazioni offerte da operatori differenti e provando a sfruttarla prima che venga corretta.

Il principio, insomma, ricorda molto quello incontrato poco fa. Nel mercato finanziario cerchiamo lo stesso bene a prezzi differenti; nelle scommesse cerchiamo lo stesso evento a quote differenti. In entrambi i casi il possibile margine nasce da una temporanea inefficienza del mercato.

L’arbitraggio sportivo non va però confuso con il matched betting. Anche quest’ultimo utilizza coperture matematiche delle giocate, ma generalmente nasce dallo sfruttamento di bonus e promozioni messi a disposizione dagli operatori. Nell’arbitraggio, invece, è la combinazione delle quote offerte da bookmaker differenti a creare l’eventuale margine.

E allora eccola nuovamente, la nostra gallina dalle uova d’oro: basta trovare le quote giuste, puntare su tutti i risultati e incassare comunque. Addio schedina, pronostici sbagliati e gol al novantesimo che mandano in fumo la giocata.

Anche qui, però, la realtà ha il brutto vizio di complicare le pubblicità.

Le quote possono cambiare rapidamente. Potremmo riuscire a piazzare una giocata e scoprire che, nel frattempo, la quota necessaria per coprirla sull’altro bookmaker è cambiata. Possono esistere limiti agli importi accettati, differenti tempi di esecuzione, errori, sospensioni del mercato o condizioni operative diverse fra una piattaforma e l’altra.

E soprattutto bisogna avere il denaro necessario disponibile sui diversi conti. Anche qui, dunque, la promessa del guadagno senza capitale comincia a mostrare qualche crepa.

Non è quindi necessario stabilire chi vincerà la partita. Bisogna però individuare l’anomalia, fare correttamente i calcoli, avere il capitale dove serve e riuscire a completare tutte le operazioni alle condizioni previste.

Cambia il terreno di gioco, ma la regola resta la stessa: individuare un’inefficienza prima che il mercato la corregga. E soprattutto riuscire realmente a sfruttarla.

Ma allora perché si dice che l’arbitraggio è “senza rischio”?

Perché nella sua forma ideale l’operazione viene costruita in modo da coprire contemporaneamente le diverse posizioni, bloccando la differenza favorevole. Se tutte le condizioni ipotizzate vengono rispettate, il rischio legato al successivo andamento del mercato — o, nel caso sportivo, al risultato dell’evento — può essere drasticamente ridotto.

La parola importante, però, è “idealmente”.

Nella realtà esistono il rischio che un’operazione venga eseguita e l’altra no, quello che prezzi o quote cambino in una frazione di secondo, i problemi tecnici, la liquidità disponibile, le commissioni, gli spread e i tempi necessari per muovere capitali da una piattaforma all’altra.

Per questo presentare l’arbitraggio semplicemente come un sistema di guadagno privo di rischio significa raccontare soltanto una parte della storia.

E il capitale? Davvero si può partire da zero?

Qui dovrebbe accendersi un’altra lampadina.

Se dobbiamo acquistare qualcosa — oppure distribuire delle puntate fra più operatori — da qualche parte il denaro necessario all’operazione deve esserci. Esistono strutture finanziarie molto più complesse nelle quali posizioni contrapposte, credito, leva o disponibilità già presenti su diversi mercati permettono di organizzare operazioni particolari. Ma questa è ben altra cosa rispetto alla promessa pubblicitaria rivolta a chi parte da casa con zero capitale e zero esperienza.

E soprattutto c’è una domanda semplicissima che vale la pena porsi: se qualcuno possedesse realmente un sistema automatico capace di produrre denaro con certezza, senza capitale e senza rischio, perché dovrebbe spendere soldi in pubblicità su Facebook per convincere degli sconosciuti a utilizzarlo?

Ed è qui che l’arbitraggio può diventare soltanto l’esca

Bisogna fare attenzione a non confondere due cose. L’arbitraggio è un meccanismo reale. Una pubblicità che utilizza la parola “arbitraggio” non diventa per questo automaticamente affidabile.

Il termine tecnico può servire a dare credibilità a una promessa di guadagno. Il meccanismo raccontato sembra plausibile: compriamo a meno da una parte, vendiamo a più dall’altra; oppure sfruttiamo quote differenti sullo stesso evento. Lo capirebbe chiunque. A quel punto può arrivare la proposta: registrati, lascia i tuoi dati, apri un conto, versa una piccola cifra oppure affidati al nostro software che farà tutto automaticamente.

Ed è da quel momento che non stiamo più valutando l’arbitraggio in astratto. Stiamo decidendo se affidare denaro e dati personali a qualcuno.

Le autorità di vigilanza europee hanno più volte richiamato l’attenzione proprio sulle proposte finanziarie diffuse attraverso social network e piattaforme online. ESMA ha anche sollecitato le grandi piattaforme digitali a contrastare la pubblicità di servizi finanziari non autorizzati, mentre in Italia la Consob oscura periodicamente siti che offrono abusivamente servizi di investimento.

I campanelli d’allarme

Non occorre essere esperti di finanza per riconoscere almeno alcuni segnali che dovrebbero suggerire prudenza.

Guadagni garantiti, rendimenti elevati, rischio praticamente nullo, nessuna competenza richiesta, software che lavora al posto nostro e risultati immediati: più questi elementi vengono concentrati nella stessa proposta, più diventa opportuno fermarsi prima di mettere mano al portafoglio.

Ancora maggiore attenzione quando dalla pubblicità si viene trasferiti rapidamente verso chat private, gruppi di messaggistica o presunti consulenti che insistono perché venga effettuato un primo versamento.

La Consob è intervenuta anche contro sistemi nei quali venivano prospettati attraverso WhatsApp rendimenti addirittura fino al 300 per cento. Il problema, dunque, non è puramente teorico.

Prima di versare un solo euro è molto più utile verificare chi ci sta offrendo il servizio, quale società c’è dietro, dove ha sede e soprattutto se è autorizzata a prestare servizi finanziari.

Il vero arbitraggio non è la gallina dalle uova d’oro

L’arbitraggio rimane una tecnica affascinante perché mostra uno dei meccanismi attraverso i quali mercati differenti tendono a correggere le proprie inefficienze. Nel campo finanziario ne esistono diverse forme: tra mercati, tra valute, attraverso strumenti collegati e mediante strategie quantitative molto sofisticate. E, come abbiamo visto, un principio analogo può essere applicato persino alle quote sportive.

Chi volesse approfondire gli aspetti tecnici può trovare un’ampia spiegazione nella guida sull’arbitraggio finanziario dell’avvocato Beatrice Bellato pubblicata da Consulenza Legale Italia, dalla quale abbiamo tratto alcuni degli spunti tecnici utilizzati per questo approfondimento.

Ma per il comune risparmiatore il concetto fondamentale può essere riassunto in poche parole.

L’arbitraggio esiste. Il denaro gratis no.

Le differenze di prezzo o di quota possono esistere, ma bisogna individuarle prima degli altri, avere gli strumenti per sfruttarle, operare rapidamente, disporre delle risorse necessarie e tenere conto di costi e rischi. Proprio la guida tecnica da cui siamo partiti sottolinea come le opportunità finanziarie possano essere particolarmente difficili da cogliere per l’investitore retail.

Perciò, quando sul social network compare l’ennesimo annuncio che promette di trasformare un meccanismo reale in una specie di bancomat automatico, possiamo almeno fare una cosa che non richiede né algoritmi, né conoscenze finanziarie, né sofisticati calcoli sulle quote.

Fermarci e farci una domanda.

Se fosse davvero così facile, sicuro e redditizio, perché hanno bisogno dei nostri soldi?

Amazon Prime Day 2026: come risparmiare davvero senza cadere nella trappola degli sconti

Prime day 2026

Ogni anno la scena si ripete. Arriva il Prime Day Amazon, per gli amanti dello shopping online un momento da “sogno di mezza estate”. Compaiono migliaia di offerte, le percentuali di sconto si moltiplicano e il consumatore si trova davanti ad una domanda semplice solo in apparenza: sto davvero facendo un affare?

Dal 23 al 26 giugno 2026 Amazon aprirà nuovamente le porte al suo grande evento commerciale riservato agli utenti Amazon Prime. Quattro giorni di promozioni che coinvolgeranno praticamente ogni categoria merceologica: elettronica, sport, libri, casa, cura della persona, tecnologia, piccoli elettrodomestici e molto altro ancora.

Come accade in ogni stagione di saldi però, accanto alle occasioni più interessanti convivono offerte meno sorprendenti, prodotti destinati a ritornare presto in promozione e acquisti che rischiano di finire nel carrello sull’onda dell’entusiasmo del momento.

Per questo abbiamo deciso di affrontare il Prime Day 2026 da una prospettiva leggermente diversa. CalcioItaliaStory aderisce al programma di affiliazione Amazon e alcuni link presenti sul sito possono generare una commissione senza alcun costo aggiuntivo per il lettore. Proprio per questo ci sembra corretto fare una premessa: il miglior acquisto non è necessariamente quello con lo sconto più alto, ma quello che risponde realmente alle proprie esigenze.

Nelle righe che seguono non proporremo formule magiche per diventare cacciatori di offerte professionisti. Troverete piuttosto alcuni suggerimenti pratici, maturati dall’esperienza e supportati dai consigli delle associazioni dei consumatori, che possono aiutare a orientarsi meglio tra migliaia di promozioni e a sfruttare nel modo più intelligente possibile questa grande vetrina commerciale.

La regola numero uno: non avere fretta

Il primo consiglio può sembrare banale, ma spesso è quello che fa la differenza. Le offerte a tempo sono pensate per creare un certo senso di urgenza: l’impressione è quella di trovarsi davanti ad un’occasione destinata a sparire nel giro di poche ore: “ora o mai più”.

Nella realtà, però, molte promozioni ritornano nel corso dell’anno. Tra Black Friday, Cyber Monday, offerte stagionali e campagne speciali, non sono pochi i prodotti che compaiono periodicamente in sconto.

Per questo può essere utile fermarsi un attimo e porsi qualche domanda:

  • Mi serve davvero questo prodotto?
  • Lo stavo già valutando prima del Prime Day?
  • Il prezzo proposto è sufficientemente interessante da giustificare l’acquisto?

Qualche minuto di riflessione in più può aiutare a fare una scelta più consapevole.

Controllare i prezzi prima del Prime Day

Chi segue da vicino il mondo delle offerte sa che la preparazione spesso conta quanto lo sconto.

Individuare in anticipo i prodotti di interesse e monitorarne il prezzo nei giorni precedenti permette di capire meglio la reale convenienza delle promozioni. In questo modo diventa più semplice distinguere le occasioni particolarmente interessanti dalle normali oscillazioni di prezzo che caratterizzano molti articoli durante l’anno.

Non serve trasformarsi in analisti di mercato: basta avere qualche punto di riferimento per valutare l’offerta con maggiore serenità.

Attenzione agli acquisti impulsivi

Uno degli aspetti più curiosi dei grandi eventi promozionali è che, nel tentativo di risparmiare, talvolta si finisce per spendere più del previsto.

Un rasoio elettrico, una smart TV, un robot aspirapolvere o un paio di cuffie wireless possono rappresentare ottimi acquisti. Il punto è capire se rientrano davvero tra le proprie esigenze o se stanno semplicemente beneficiando dell’entusiasmo del momento.

In fondo il miglior risparmio resta quello ottenuto acquistando ciò che serve, al prezzo più conveniente possibile.

Le recensioni vanno lette, non soltanto guardate

Le recensioni rappresentano uno strumento prezioso, soprattutto quando si tratta di prodotti tecnologici o di articoli poco conosciuti.

Oltre al voto medio può essere utile leggere i commenti più recenti, osservare le fotografie pubblicate dagli utenti e verificare se eventuali difetti vengono segnalati da più persone. Non sempre una recensione negativa è significativa, ma quando alcune osservazioni si ripetono vale la pena tenerne conto.

Un rapido confronto con altri siti di e-commerce può inoltre fornire elementi utili per una valutazione più completa.

Verificare il venditore

Molti prodotti presenti su Amazon sono venduti direttamente dalla piattaforma, altri invece provengono da venditori terzi.

Prima di procedere con l’acquisto può essere utile controllare chi vende il prodotto, dove ha sede e quali informazioni commerciali sono disponibili. Si tratta di una semplice verifica che spesso aiuta ad acquistare con maggiore tranquillità.

Vale inoltre una regola di buon senso: diffidare da chi propone di concludere il pagamento al di fuori della piattaforma.

Occhio ai falsi e alle imitazioni

Il commercio online offre opportunità straordinarie, ma richiede sempre un minimo di attenzione.

Alcuni prodotti possono richiamare marchi famosi attraverso nomi, confezioni o loghi molto simili agli originali. Nella maggior parte dei casi basta leggere con attenzione la scheda prodotto per capire con precisione cosa si sta acquistando.

Quando un’offerta appare particolarmente vantaggiosa, un controllo in più non guasta mai.

Prime Day 2026: occasione o trappola?

Probabilmente non è né l’una né l’altra cosa.

Per molti consumatori il Prime Day 2026 rappresenterà un’occasione interessante per acquistare prodotti che avevano già intenzione di comprare, magari risparmiando una cifra non trascurabile.

Come sempre accade, la differenza la farà il modo in cui ci si avvicina alle offerte. Un pizzico di preparazione, qualche confronto e un po’ di attenzione possono aiutare a sfruttare al meglio l’evento.

In fondo lo scopo non è acquistare di più, ma acquistare meglio.

Acquistare, vivere il mondiale e vincere fino a 100 € con Beruby.It

Anche beruby.it, la comunità cash-back partner CalcioItaliaStory.It, ha deciso di approntare iniziative per rendere più accattivante l’imminente campionato mondiale di calcio. Effettuando l’iscrizione al portale attraverso questo link, naturalmente se non si è già partner, si guadagna il diritto a partecipare al concorso che mette in palio fino a cento euro per chi indovina la nazionale vincitrice del torneo e il numero totale di reti realizzate nelle 104 partite in programma.

Ma veniamo al dettaglio del concorso.

Come spiegato, è necessario accedere a Beruby – o iscriversi – scegliere uno dei tanti negozi in cui effettuare acquisti online e portare a buon fine l’operazione. A questo punto si guadagnerà il diritto a partecipare al concorso. NNel campo apposito sarà necessario inserire il nome della presunta nazionale campione del mondo e, qualora si desideri, scrivere il numero di goal totali previsti, con le due voci separate da virgole.

Chi centra solo il pronostico riguardante la squadra campione può vincere fino a cinque euro. Chi invece indovina sia la prima classificata, sia il numero di reti totali realizzate potrebbe totalizzare una vincita fino a cento euro.

Per chiarezza vale la pena spendere qualche parola per spiegare il meccanismo dei guadagni. L’eventuale vincita dipende dall’ammontare dell’acquisto effettuato. Ciò si applica particolarmente al pronostico dei goal realizzati. Per poter aver diritto ai cento euro è necessario che l’acquisto effettuato sia pari o superiore a quella cifra, altrimenti Beruby salderà una cifra pari a quanto speso presso lo store on-line impegnato.

Il gioco ha validità dall’11 giugno fino al 3 luglio prossimo: in pratica coprirà i primi turni della competizione.

Infine ogni profilo ha diritto ad una sola giocata.

Si tratta di una scommessa a costo zero giocata sugli acquisti effettuati. Quindi, se si ha bisogno di effettuare una spesa in qualche store affiliato Beruby, perché non tentare?

La religione green che svuota il portafoglio

Prodotti green, packaging riciclabili, riduzione delle emissioni, sostenibilità ambientale. Da anni queste parole vengono martellate nelle pubblicità, nei supermercati, nelle campagne istituzionali e persino nelle etichette delle bottiglie d’acqua. Il consumatore occidentale è stato educato a sentirsi moralmente superiore semplicemente scegliendo una confezione color verde pastello con sopra disegnate due foglioline e un panda sorridente.

Non sorprende quindi che una recente ricerca di AdConsum abbia evidenziato come il 64% degli acquirenti, a parità di prezzo, preferisca prodotti dichiarati eco-sostenibili e che il 57% sia persino disposto a spendere di più pur di sentirsi “amico dell’ambiente”. Il senso di colpa vende. E vende benissimo.

Nel frattempo governi e Unione Europea continuano a riversare miliardi nella cosiddetta transizione green. Aiuti diretti, finanziamenti agevolati, incentivi pubblici, green bond, crediti fiscali. Con il PNRR, soltanto l’Italia ha deciso di mettere sul tavolo oltre diciotto miliardi di euro per la cosiddetta innovazione 4.0. Una montagna di soldi pubblici abbastanza grande da attirare non solo aziende serie, ma anche una folla di opportunisti pronti a trasformare qualsiasi prodotto mediocre in un miracolo ecologico da esibire nelle brochure aziendali.

Perché il meccanismo è semplice: si cambia il colore del logo, si piantano due alberelli davanti alla sede, si inserisce la parola “eco” nel nome del prodotto ed ecco servita la nuova religione della sostenibilità. Tanto chi controlla davvero?

Il grande business del greenwashing

Qui entra in scena il vero protagonista della favola moderna: il greenwashing. Un termine elegante per descrivere una pratica molto meno elegante: fingere di essere sostenibili senza esserlo realmente.

Le aziende hanno capito da tempo che oggi non basta vendere un prodotto. Bisogna vendere una sensazione morale. E così compaiono confezioni “100% naturali” senza alcuna certificazione seria, bottiglie “green” prodotte in stabilimenti altamente inquinanti, automobili “ecologiche” costruite attraverso processi industriali devastanti e colossi della moda che parlano di ambiente mentre sfornano tonnellate di fast fashion destinato alle discariche del pianeta.

Gli esempi non mancano. Catene internazionali che pubblicizzano collezioni “sostenibili” mentre continuano a produrre milioni di capi usa-e-getta. Compagnie petrolifere che sponsorizzano campagne ambientaliste investendo più in marketing verde che in reale riduzione delle emissioni. Multinazionali che compensano l’inquinamento acquistando crediti ambientali come medievali indulgenze moderne.

Nel 2024 l’Unione Europea ha stimato che il 42% dei prodotti dichiarati green non rispettava nemmeno i requisiti minimi promessi nelle campagne pubblicitarie. Quasi uno su due. Un dato devastante che conferma ciò che molti sospettavano: la sostenibilità, spesso, è diventata solo una gigantesca operazione di marketing.

Per cercare di mettere una pezza al problema, Bruxelles ha approvato la Direttiva europea 2024/825 contro le pratiche commerciali ingannevoli legate alla sostenibilità ambientale e contro l’obsolescenza programmata dei prodotti. L’Italia l’ha recepita con il Decreto Legislativo 20 febbraio 2026 n. 30, aggiornando il Codice del Consumo.

Più burocrazia, più costi, più propaganda

Naturalmente ogni nuova direttiva europea porta con sé una valanga di certificazioni, documenti, verifiche, bollini, controlli, consulenze e adempimenti burocratici. E indovinate chi finirà per pagare tutto questo? Il consumatore finale.

Le grandi multinazionali possono permettersi uffici legali, consulenti ambientali e campagne pubblicitarie milionarie. Le piccole e medie imprese italiane molto meno. La legge le esenta dai nuovi adempimenti, eppure dovranno comunque adeguarsi ad adeguarsi ai nuovi standard per non sparire dal mercato o essere marchiate come “nemiche del pianeta”.

Alla fine il rischio è evidente: la transizione ecologica potrebbe trasformarsi nell’ennesimo ostacolo per chi produce davvero, mentre chi vive di finanza, speculazione e propaganda continuerà tranquillamente a dettare legge dai propri palazzi climatizzati.

Nel frattempo il cittadino medio si ritrova a pagare di più per prodotti spesso identici a quelli di prima, ma con un’etichetta verde appiccicata sopra e una storia emozionale raccontata in pubblicità.

E la parte più grottesca resta questa: mentre si impongono sacrifici ai consumatori e alle imprese, proprio i grandi apparati politici e burocratici che predicano la salvezza climatica continuano a spostarsi in jet privati, organizzare summit faraonici e produrre tonnellate di emissioni in nome della sostenibilità.

La verità è che oggi il green non è più soltanto una scelta ambientale. È diventato un business miliardario. E come ogni business miliardario, attira inevitabilmente squali, opportunisti e professionisti della propaganda.

I PERCHÉ DI UNA SCELTA: SITEGROUND SERVIZIO WEB HOSTING DI QUALITÀ!

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19° Compleanno SiteGround: VELOCITÀ

Unitamente all’ottimizzazione dei contenuti in chiave SEO, la velocità di caricamento di una pagina web è una delle prerogative necessarie per un buon posizionamento del sito nelle SERP dei vari motori di ricerca. L’algoritmo di Google, ad esempio, penalizza i siti lenti, che difficilmente raggiungono la prima pagina dei risultati, condizione necessaria per guadagnare visibilità su internet.

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Non possiamo nascondercelo: il difficile momento internazionale nel quale cade il 19° compleanno di SiteGround finisce necessariamente per impattare anche sulla sicurezza dei siti web. Non è raro infatti sentir parlare di attacchi ai server e, conseguentemente anche al proprio sito, mettendo magari a rischio anni e anni di lavoro. SiteGround prende particolarmente in considerazione le esigenze di tutti, sia che si tratti di un portale di grandi dimensioni, sia che si tratti di un sito amatoriale, rendendo disponibile un pacchetto di soluzioni gratuite (anche sotto forma di plugin), con le quali mettere al sicuro la propria piattaforma.

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L’assistenza agli utenti è senz’altro un punto di forza di SiteGround, a partire dal momento in cui si decide di affidarsi ai suoi server. Il trasferimento di un sito WordPress già esistente, per esempio, viene effettuato gratuitamente su richiesta da uno degli addetti, risparmiando un sacco di preoccupazioni per un’operazione non sempre scontata. Mica male come inizio: vero?

Ad una gamma notevole di articoli e tutorial disponibili per ogni argomento, si affianca un servizio chat comodo ed intuitivo, pronto a fornire le risposte necessarie per risolvere qualsiasi problema. Ottimo risulta altresì il servizio ticket con riscontri che arrivano al massimo entro 24 ore. Tutto questo avviene anche in italiano, evitando a chi ha poca dimestichezza con l’inglese goffi tentativi di traduzione! Per le questioni più gravi, poi, esiste la possibilità di fruire di un’assistenza avanzata. SiteGround, pertanto, non lascerà mai da soli i propri naviganti in difficoltà; anche per questo è giunto al traguardo del 19° compleanno in piena salute.

ECCO A VOI L’OFFERTA!

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Abbiamo illustrato tre valide ragioni per iniziare una collaborazione proficua con un servizio di hosting, che diciamocelo, non è il più a buon mercato. Per il suo 19° compleanno SiteGround ha pensato di applicare uno sconto dell’84 % su tutti i suoi piani, dando la possibilità di approcciarsi al suo mondo a prezzi assai competitivi almeno per il primo anno, nella convinzioni che i nuovi utenti sapranno apprezzare la qualità dell’intero servizio, accettando di buon grado di investire qualcosa di più.

CONCLUSIONI

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MATTONCINI LEGO PER RIVIVERE UN MITO



Mattoncini Lego: PARLIAMO DI STAR WARS

Quanti eroi popolano la mente di adulti e ragazzi! Noi ci concentriamo soprattutto su quelli della domenica (ora del venerdì, del sabato e sovente anche del lunedì), ma, in questo sito web, non manca uno sguardo anche a quelli che vestono abiti diversi rispetto a maglietta e calzoncini.

Siamo nel 1977, la discomusic inizia ad impazzare, soprattutto quando, a fine anno, nei cinema appare “La Febbre del Sabato Sera”. Contemporaneamente, nelle sale arriva anche un’altra pellicola destinata a far epoca: “Guerre Stellari” (Star Wars) partorita dalla fantasia di George Lucas. Va ricordato che, in questi anni, la fantascienza trova molto terreno fertile: in fin dei conti sono passati solo otto anni dal primo volo dell’uomo sulla Luna, e la competizione tra USA ed URSS per la conquista dello spazio è ancora all’apice. È subito un grande successo, tanto che i sequel non mancheranno, dando vita ad un autentico serial.

Mattoncini Lego: UN MITO DA COSTRUIRE

I personaggi, i costumi e le ambientazioni del celebre capolavoro di George Lukas diventano oggetto di culto, con milioni di fans costantemente a caccia di gagget e souvenirs riguardanti i loro eroi. Gli anniversari, poi, si rivelano momenti propizi per mettere in commercio prodotti sempre nuovi. In questo quadro rientra pure l’operazione della LEGO, i cui mattoncini iniziano a dar vita ai personaggi, ai luoghi ed agli oggetti tanto cari agli appassionati. I più grandi ne hanno approfittato per far conoscere Star Wars ai più piccoli: non solo: altri hanno addirittura visto questo immenso successo cinematografico. Non basta: attraverso i personaggi, si può dar vita a nuove storie, sentendosi parte della saga. Manco a dirlo, la Lego fa centro e Star Wars diventa uno dei soggetti principe della nota casa di giocattoli danese, tanto più che molti playset – primo fra tutti il celeberrimo Millennium Falcon – diventano anche oggetti da collezione.

QUALCHE IDEA DOVE ACQUISTARE I PLAYSET STAR WARS

A questo punto a noi non resta altro che fornirti qualche suggerimento su dove acquistare i mattoncini lego necessari per rivivere questo mito.

Il consiglio che ci sentiamo di fornire, ai fini di un acquisto consapevole e garantito, è quello di collegarsi al il portale Lego, nel quale è possibile trovare tutte le novità.

Buon divertimento a tutti!

Calcioitaliastory consiglia:IL BLACK FRIDAY CON BERUBY


beruby - Ti restituiamo denaro dai tuoi acquisti e prenotazioni in Internet

Il Black Friday con Beruby: ALLA SCOPERTA DELLA PIATTAFORMA

Di Beruby abbiamo già parlato diffusamente in questo articolo, scritto al momento di annunciare la nostra partnership con la piattaforma di acquisti on-line. Pertanto ci limitiamo a riassumerne le caratteristiche per sommi capi, concentrandoci su due novità introdotte in questi ultimi mesi.

Siamo di fronte ad un portale d’acquisto che fornisce cash-back ossia: garantisce al compratore una piccola percentuale di quanto speso. Questa è la mission originale di Beruby. Per rendere il tutto più appetibile, i proprietari hanno pensato di dar la possibilità agli iscritti d’incrementare le proprie entrate presentando nuovi utenti, vedendosi riconosciuta una piccolissima percentuale dei loro guadagni. Va specificato che la persona da voi introdotta nel sistema non perderà nulla. Di quando in quando, Beruby lancia campagne nelle quali riconosce il 10 % dei guadagni dei nuovi iscritti generati dai vostri link presenti nell’area personale, quando non accredita uuna determinata somma sul conto personale.

L’altra grande novità introdotta riguarda soprattutto i webmaster o chi semplicemente ama condividere sui social. Una volta iscritto, è sufficiente accedere alla propria area personale e cliccare la voce “raccomandare”. Lì si apre un form con cui creare il link introdotto da un campo di ricerca nel quale inserire il negozio che si intende promuovere. Altrimenti sarà sufficiente scorrere la pagina selezionando il pulsante: raccomanda. Verrà creato un link breve, adatto per essere con diviso nei social o, per i più pratici del linguaggio HTML, da adattare al proprio sito. Il gioco è fatto! Nel momento in cui un visitatore effettui un acquisto dal link generato, Beruby riconosce al proprio iscritto il cash-back derivato dall’acquisto diretto.

IL BLACK FRIDAY CON BERUBY

Naturalmente anche beruby è impegnato nella reclamizzazione del Black Friday, ormai giorno in cui godere di occasioni d’acquisto irripetibili!

Il Black Friday con Berubi: GROUPON


Black Friday con Beruby - iscriviti per rendere i tuoi acquisti ancor più convenienti

y:

La principale comunità d’acquisto del mondo garantisce un cash-back fino all’7 %. È opportuno consultare la pagina del partner per sapere in anticipo quanto si guadagnerà dalla transazione.

In pratica: una volta iscritti, offerte già imperdibili diventano ancora più convenienti!

Il Black Friday con Beruby: UNIEURO


Black Friday con Beruby - iscriviti per rendere i tuoi acquisti ancor più convenienti

Questa notissima catena di negozi specializzata nella vendita di prodotti elettronici ha già iniziato da tempo la propria campagna legata al Black Friday. In quanto partner Beruby, garantisce un cash-back fino al al 4,00 % su tutti gli acuisti

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Il black Friday con Berubi: MEDIASHOPPING


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Approfitta delle offerte del Black Friday di questa piattavforma alternativa d’acquisto per ottenere un cash-back che può arrivare fino al 5,95 %. Naturalmente è necessaria prima la registrazione e l’utilizzo di Beruby!

Il Black Friday con Berubi: MONDADORISTORE


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Lo store on-line appartenente a questa storica casa editrice nata in Veneto garantisce un cash-back fino al 4,90 % su libri, e.book, CD ed altri supporti audiovisivi.

Il Black Friday con Beruby: DISNEY


Black Friday con Beruby - iscriviti per rendere i tuoi acquisti ancor più convenienti

Uno sguardo ai più piccoli, attraverso un marchio sorto nella patria del Black-Friday! Il mondo fatato della Disney è entrato a far parte della galassia Beruby, garantendo un cash-back del 4,80 %.

Il Black Friday con Beruby: BOOKING.COM


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Per la sezione dedicata ai viaggi, ricca di opportunità, citiamo il principale sito di prenotazioni on-line. Con booking.com è possibile avere un cash-back pari al 4 %.

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CONCLUSIONI

Anno scolastico 2018-19: “IN BOCCA AL LUPO” CON AMAZON.IT

L’anno scolastico 2018-19 è alle porte! Anche quest’anno Amazon.it ripropone il suo “BACK TO SCHOOL”, con una serie imperdibile di sconti su:

  • libri,
  • materiale di cancelleria,
  • corredi,
  • supporti informatici
  • e molto altro.

    back to scool 2018-19

    Anno scolastico 2018-19: CROCE E DELIZIA PER LE FAMIGLIE

    Anche quest’anno l’estate volge al termine! Per le famiglie è ormai tempo di riporre costumi, palette e secchielli e di pensare all’imminente nuova stagione scolastica dei figli. Per loro questo costituisce un momento d’entusiasmo, ma libri, zaini e materiale di cancelleria rappresentano un importante voce di spesa al capitolo “uscite” del bilancio domestico. Perché allora non dare un’occhiata alle offerte presenti in Amazon?
    Comodamente dal salotto di casa propria, è possibile accedere ad un vero e proprio mega store, senza lo stress di dover sgomitare per accaparrarsi l’articolo prescelto! Senza contare, poi, le solite ed estenuanti code alla cassa! Su Amazon solo pagamenti sicuri e rapidi.

    back to scool 2018-19

    Non resta altro che approfittare dei link qui proposti e ricevere da noi un sincero “in bocca al lupo” per un sereno anno scolastico 2018-19, che deve iniziare nel migliore dei modi, fin dagli usuali acquisti d’apertura!

    BERUBY: LA NUOVA CASH-BACK COMMUNITY PARTNER CALCIOITALIASTORY.IT!

    GUADAGNARE SPENDENDO è quanto vanno propagandando molti network di shopping on-line, per attrarre il compratore. In realtà si tratta di una vera e propria fidelizzazione, sul modello di molti negozi e supermercati, che attribuiscono punti convertibili in prodotti o, con importi pari ad un 2 o 3 % della spesa effettuata. Cosa c’è di nuovo in ciò che andiamo presentando in questo articolo:

    beruby - Ti restituiamo denaro dai tuoi acquisti e prenotazioni in Internet

    Il messaggio è chiaro! Nulla di nuovo e di particolarmente allettante sembrerebbe; e invece?
    Questa comunità copre una vastissima gamma di prodotti, avendo stretto partnership con veri e propri colossi dello shopping,dei viaggi e, non bastasse, con altre famose comunità d’acquisto come, ad esempio, GROUPON.IT; accedendovi attraverso questo servizio, per esempio, si può godere dei vantaggi offerti dal network in questione, vedendosi accreditato un certo ritorno sul proprio conto Beruby, in pratica un ulteriore piccolo sconto.
    Molte sono le grandi aziende che hanno deciso di dare fiducia a Beruby: La Feltrinelli, Booking.Com, Expedia.IT, Zalando, per citarne alcuni, ma guardando la lista, scoprirete che nessun settoreviene tralasciato.
    Una buona gestione del proprio acount, inoltre – e qui sta l’altro fattore che lo diversifica da una normale raccolta punti da supermercato – è quella di creare una propria comunità attraverso il passaparola, possibile attraverso i propri acount social, le e-mail, spedendo il link d’invito prelevabile sulla propria pagina personale e, per chi ne gestisca uno, ponendo loghi e banner sul proprio blog o sito web. Beruby riconoscerà uuna percentuale sugli acquisti effettuati dai tuoi invitati diretti; non si diventerà milionari, ma sapere che a fine anno potrebbe arrivare un gradito regalo attraverso l’attività di qualcun altro, non ci sembra poi una così brutta cosa!
    Allora: non resta altro che enttrare in questo piccolo mondo, utilizzando il link sottostante e buon shopping!

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